L’Omelia della Messa: Pantheon

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Foto da Marc Williams, studente a Roma.

In occasione della Messa al Pantheon per le vocazioni. 26-gennaio-2018. Da Don Matteo Raffray, IBP:

Cari confratelli, cari seminaristi, cari studenti romani !

Prima di tutto, vorrei ringraziare Monsignore Daniele Michelletti, Protonotario apostolico, e arciprete rettore di questa Basilica collegiata di S. Maria ad Martyres, per la sua accoglienza calorosa oggi in questa bellissima chiesa !

« Quello che vi dico nelle tenebre, voi ditelo in piena luce, e quello che vi è sussurrato nell’orecchio predicatelo sui tetti » (Mt. 10, 27)

Cari amici, che cos’è quello che Dio ci ha detto nell’orecchio ? Qual’è questo segreto che dobbiamo predicare sui tetti, questa parola che dobbiamo, sopratutto noi preti, seminaristi, religiosi, portare attraverso tutto il Mondo, per illuminare gli uomini ? Questo segreto non è nient’altro che Gesù Cristo stesso : il figlio eterno di Dio, fatto uomo per liberarci dal male e per condurci alla luce dell’eternità ! Ecco quel che Dio ci ha detto nell’intimità della nostra preghiera, nel segreto della nostra vocazione sacerdotale, quando ci ha scelto e ci ha chiamato per essere i suoi discepoli e i suoi missionari in tutte le parti del Mondo.

Infatti, voi che studiate qui a Roma, nelle Università Pontificie, voi che sarette i sacerdoti di domani, vi chiedete ovviamente come parlare di Dio agli uomini di oggi, sopratutto ai giovani, che spesso non hanno più nessun interesse nelle cose della religione. Il segreto è semplice : dovete – dobbiamo – essere sempre più simili a Gesù Cristo : ecco il modo di parlare a tutti gli uomini. I poveri, i miserabili, i peccatori aspettano le parole di Gesù, la grazia di Dio, i sacramenti della Chiesa : ecco la salvezza, l’unica salvezza, che Dio ci ha rivelato nel suo Figlio divino, ecco la via, l’unica via verso il cielo che il mondo aspetta della parte degli uomini di Chiesa. È dunque soltanto la nostra fedeltà a Cristo che convertirà il mondo ! Non sono i nostri discorsi o argomenti personali, le nostre belle parole, non sono neanchè i nostri buoni sentimenti, il nostro umanesimo, che cambieranno il mondo, pero sarà soltanto la verità e la carità insegnateci da Gesù stesso ! È questo l’unica forza capace di cambiare le anime, di trasformare i cuori, per riconciliare gli uomini con il loro Creatore!

Essere sempre più simili a Gesu Cristo significa dunque, prima di tutto, la nostra fedeltà al Magistero della sua Chiesa, la nostra fedeltà al insegnamento secolare e immutabile trasmessoci dalla Chiesa Cattolica Romana attraverso i secoli. Non c’è bisogno di novità, non c’è bisogno di cambiamento o di rivoluzione : c’è bisogno di ritrovare fiducia, fede nella parola di Dio, fede nell’insegnamento sicuro e infallibile della Chiesa, fede nelle dottrine teologiche e morali che la Chiesa ha sempre insegnate, senza temere il furore dei suoi nemici. Mà questa fedeltà significa della parte dei sacerdoti una gran generosità, una generosità senza limiti, una chiara volontà di seguire Gesù fino al dono totale di se stesso.

Infatti, essere simili a Gesù Cristo significa anche essere disposti a seguirlo sulla via della Croce. Non c’è sacerdozio, non c’è sacralità nel Mondo senza sacrificio. Non c’è senso alla vita sacerdotale senza impegno verso il sacrificio di Gesu Cristo ! Non c’è senso alla vita sacerdotale senza amore per il mistero della Santa Messa, in quanto in essa si rinnova ed è reso presente il sacrificio redentore di Gesù Cristo. Ecco, allors, il nostro dovere come sacerdoti oggi : rimettere al centro del Mondo la Croce di Gesù, rimettere al centro della vita cristiana la celebrazione degna e sacra della Santa Messa, rimettere al centro della nostra propria vita il sacrificio redentore di quello che ci ha amato fino alla fine ! E, giustamente, oggi, celebriamo la festa del beato martire e Pontefice Policarpo, vescovo di Smirne durante il secondo secolo, discepole amato di san Giovanni, il quale ci presenta il suo proprio martirio come une realizazzione perfetta del sacrificio eucaristico di Cristo: come il Signore diventa pane nell’Eucaristia e si offre per la vita e la salvezza dell’uomo, così il martire si conforma pienamente alla donazione del Signore offrendo la sua propria vita per continuare l’opera salvatrice di Gesù.

Cari amici, in questa sacratissima basilica, “S. Maria ad Martyres”, dedicata a tutti i martiri e a tutti i santi, ci troviammo nel cuore della città eterna, nel cuore della Chiesa Cattolica, vicini al Santo Padre, circondati delle sacre reliquie di centinaia di santi e di sante, che ci chiamano ad essere i santi e le sante di domani !

Cari studenti, cari seminaristi: siete voi il futuro della Chiesa! Voi, che amate la dottrina cattolica senza compromessi, voi che amate la messe tridentina, perchè volete essere sempre più simili a Gesù Cristo! Non lasciate i nemici della chiesa, i nemici di Cristo rovinare o diminuire questa chiamata che Gesù stesso vi è sussurrato nell’orecchio ! E lui che adesso vi chiama a predicare sui tetti, ad uscire in piena luce con la forza di Cristo per trasmettere al Mondo la gioia del vangelo, la gioia della verità!

English translation coming soon!

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